Nessun testo (o ipertesto), anche il migliore, può sostituire la lettura, lo studio, dei migliori libri. Informarsi, implica prima di tutto l’esigenza di formarsi, nell’ottica di una formazione continua. Per questo, il presente sito contiene una
Bibliografia essenziale, cioè un elenco di libri che si ritiene indispensabili da leggere, da studiare, da consultare, per un corretto orientamento storico e sociale nella realtà contemporanea.
Senza studiare in continuazione; senza aggiornarsi di continuo; senza partecipare quotidianamente alla vita sociale; senza attività tenace di lotta per migliorare la società in cui viviamo, denunciarne le storture e le ingiustizie; senza immaginare creativamente nuove soluzioni ai problemi sociali e nuove forme di società; quanto pubblicato su questo sito a nulla servirà. Al fine di posizionarci nel nostro oggi, ma in un contesto storico umano, nel sito troverete una
Cronologia sintetica, che parte dall’uomo preistorico e porta alla barbarie presente della nostra
civiltà della miseria di massa, dello sfruttamento dell’uomo sull’uomo, della violenza organizzata di un pugno di affaristi contro le masse popolari di tutto il mondo.
Questo sito è stato, infine, creato per aiutare soprattutto i giovani di oggi a non farsi ingabbiare dal conformismo, dall’apatia, dal genericismo, e dall’ignoranza imposti dal sistema; anche quando essi vengono sospinti nelle piazze a manifestare il loro sdegno contro le più evidenti contraddizioni sociali. Per questo motivo troverete un
Dizionarietto, che contiene una definizione (alle volte, solo un tentativo di definizione) dei termini più comunemente usati (anzi, abusati) nell’analisi economica e sociale.
Ogni singolo post viene, di volta in volta, quando occorre e nei limiti del possibile,
aggiornato. Pertanto, anche se lo avete già letto, se l'argomento vi interessa in modo particolare, provate a cliccarlo ancora: potreste trovare delle sorprese.
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Il sito è improntato al marxismo, cioè al materialismo storico e dialettico
Il
marxismo è il sistema di pensiero elaborato da Marx ed Engels, e aggiornato soprattutto da Lenin. Marx, Engels e Lenin costituiscono l’ossatura, la struttura portante di quello che si può definire il marxismo classico.
Il
materialismo, in genere, è la concezione filosofica per cui la realtà precede la sua rappresentazione (il suo contrario è l’idealismo, per il quale le idee precedono la realtà).
Il
materialismo dialettico è una corrente particolare del materialismo, che si distingue dalle altre (m. ingenuo, meccanico, volgare; detti anche naturalismo, meccanicismo o determinismo; empirismo) per l’uso del metodo dialettico, introdotto nella filosofia moderna dall’idealista tedesco Hegel. Secondo il materialismo dialettico, le idee vanno astratte dalla realtà, e ricondotte sempre nella realtà, la quale è in continuo cambiamento secondo determinate leggi.
Il
materialismo storico, è l’applicazione della concezione materialistica e del metodo dialettico alla storia umana. Secondo il m.s., la storia degli uomini è la storia del lavoro umano, dei loro modi di produrre la propria vita materiale, dell’organizzazione sociale e politica scaturente e funzionale al lavoro sociale.
Tutto quello che c’è (lo spero) nel sito di buono, è merito dei fondatori di questa linea di pensiero e di lotta (Marx, Engels, Lenin) e degli Autori che vengono indicati nella Bibliografia. Tutto ciò che, ahimé, è impreciso, scorretto o addirittura sbagliato, è solo merito mio.
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L'essenza del marxismo
Marx, in una lettera a J.Weidemeyer del
5 marzo 1852, precisa egli stesso il contenuto originale della sua teoria con queste parole:
"ciò che io ho fatto di nuovo, è di aver dimostrato:
- 1) che l'esistenza delle classi si riferisce solo a certe fasi storiche di sviluppo della produzione;
- 2) che la lotta delle classi conduce necessariamente alla dittatura del proletariato;
- 3) che questa stessa dittatura non è se non la transizione alla soppressione di tutte le classi e alla società senza classi".
Pertanto, l'essenziale nella dottrina di Marx non è la lotta di classe, ma la dittatura del proletariato.
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Comunismo
"Il comunismo, per noi, non è uno stato di cose che debba essere instaurato, un ideale al quale la realtà dovrà conformarsi. Chiamiamo comunismo il movimento reale che abolisce lo stato di cose presente."
(Marx ed Engels).
"Il comunismo non è una dottrina ma un movimento, non muove da principii ma da fatti. I comunisti non hanno come presupposto questa o quella filosofia, ma tutta la storia, specialmente i suoi ultimi risultati reali nei paesi moderni. Il comunismo è nato dalla grande industria e dalle sue conseguenze, dal mercato mondiale, dalla concorrenza libera da ostacoli, dalle crisi sempre più violente e generali, dalla concentrazione del capitale, dallo sviluppo del proletariato e dalla lotta di classe che ne deriva. Il comunismo, per ciò che concerne la teoria, è l'espressione teorica di ciò che il proletariato rappresenta in questa lotta"
(Friedrich Engels).
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Glossario del materialismo dialettico
Dialettica (in filosofia): dottrina della contraddizione, elaborata dal filosofo tedesco Hegel in chiave idealistica, come insieme di pure leggi del pensiero. Marx ed Engels, dopo aver capovolto la teoria hegeliana, che poggiava sulla testa, riportandola coi piedi per terra, hanno conservato e riconsiderato la dialettica come scienza dei rapporti reciproci tra Materia e Movimento (v. Materialismo dialettico). La dialettica "copre" tutto il pensiero filosofico: lo studio dettagliato delle leggi del pensiero restano di competenza della logica formale; quello delle leggi della natura (ivi compreso l’uomo) della scienza.
Dialettica (leggi della): le leggi della dialettica sono ricavate, per astrazione, tanto dalla storia della natura come da quella delle società umane. Esse non sono altro che le leggi più generali di entrambe queste fasi dell’evoluzione, e del pensiero stesso.
Le leggi della dialettica si riducono, fondamentalmente, a tre.
- 1) legge della conversione della quantità in qualità, e viceversa;
- 2) legge della compenetrazione degli opposti;
- 3) legge della negazione della negazione.
Materia (in filosofia): è una categoria filosofica utilizzata per indicare la realtà obiettiva. Come la materia è costituita, le forme che assume, le sue trasformazioni, ecc. è l’oggetto delle scienze (fisica, chimica, biologia, astronomia, ecc.).
Materialismo (filosofico): corrente di pensiero secondo la quale la realtà obiettiva esiste indipendentemente dall’uomo, nella mente del quale essa si riflette mediante i suoi sensi. Si contrappone all’Idealismo (l’Idea, o lo Spirito, precede l’Essere, o la Materia, e lo plasma). Per il materialismo, il mondo è più ricco, più vivo, più vario di quanto si possa immaginare, giacchè ogni progresso della scienza ne scopre nuovi aspetti (e indica l’esistenza di altri aspetti ancora sconosciuti e prima inimmaginabili). Per il materialismo, le nostre sensazioni sono l’immagine dell’unica e ultima realtà obiettiva, ultima non perché sia conosciuta a fondo, ma perché non c’è e non può esserci altra realtà all’infuori di quella.
Materialismo dialettico: è il Materialismo per il quale, secondo Marx ed Engels, la realtà obiettiva è Materia in Movimento: non cè materia senza movimento, né movimento senza materia. Il criterio di verifica della correttezza delle nostre sensazioni e delle nostre ipotesi è la Prassi (o "Praxis"). Il pensiero umano, per sua natura, è capace di darci, e ci da effettivamente, la verità assoluta, che è formata dalla somma delle verità relative. Ogni passo nello sviluppo della scienza aggiunge nuovi granelli a questa sommatoria di verità assoluta, ma i limiti della verità di ogni tesi scientifica sono relativi, giacché vengono ora allargati, ora ristretti, col progredire della conoscenza.
Movimento: modo di esistere della materia. Comprende in sè tutti i mutamenti e i processi che hanno luogo nell'universo, dal semplice spostamento fino al pensiero.
Prassi (o Praxis): è la pratica sociale, il lavoro collettivo, quale termine di verifica delle nostre sensazioni e delle nostre ipotesi. Il criterio della pratica umana ("praxis", cioè l’esperienza continua del lavoro sociale) non può mai confermare o confutare completamente una rappresentazione umana, qualunque essa sia. E’ un criterio relativo, che ci avvicina gradualmente alla verità assoluta (le modalità di essere e di esistenza della realtà obiettiva) come limite, irraggiungibile e sempre raggiunto, attraverso singole verità relative.
La
praxis non va confusa con la mera
esperienza individuale (fonte del buon senso, ma anche di molti pregiudizi), né tanto meno con l’
osservazione (esperienza passiva della realtà esterna), o con lo
sperimentalismo (metodo scientifico moderno, che riproduce in laboratorio i fenomeni esterni). La praxis è, in sostanza, attività lavorativa sociale; realizzazione pratico-sociale delle idee; applicazione concreta di determinate ipotesi; e, quindi, verifica pratica delle stesse.
La
prassi economica, è il lavoro sociale storicamente determinato a seconda dei modi di produzione. La
prassi scientifica è data soprattutto dall’applicazione tecnologica della scienza. La
prassi politico-sociale per eccellenza consiste nell'attività rivoluzionaria.