Mao Zedong, scritto anche Mao Tse-Tung, (26 dicembre 1893 - 9 settembre 1976) fu presidente del “Partito comunista cinese” (Pcc) dal 1935 alla sua morte. Sotto la sua guida, il partito salì al governo della Cina continentale, come risultato della sua vittoria nella guerra civile cinese e della fondazione della Repubblica Popolare Cinese (di cui fu presidente) nel 1949.
Mao sviluppò una versione “cinesizzata” dello stalinismo (capitalismo di stato spacciato per socialismo in un solo paese), nota come Maoismo, e che sta allo stalinismo più o meno come l’accumulazione originaria capitalistica francese sta a quella inglese.
Mao Zedong viene comunemente chiamato Presidente Mao (毛主席, Mao Zhuxi). Ai vertici del suo culto della personalità, Mao era comunemente noto in Cina come il "Quattro volte grande": "Grande Maestro, Grande Capo, Grande Comandante Supremo, Grande Timoniere (伟大导师,伟大领袖,伟大统帅,伟大舵手)".
Ultimo di quattro figli di una famiglia di coltivatori agricoli moderatamente prospera, Mao Zedong nacque nel villaggio di Shaoshan, nella Contea di Xiangtan (湘潭縣), Provincia di Hunan. I suoi antentati vi erano migrati dalla provincia di Jiangxi, durante l'epoca della Dinastia Ming, e si erano dedicati all'agricoltura per generazioni.
Dopo essersi diplomato alla Scuola Normale di Hunan nel 1918, Mao viaggiò a Pechino con il suo insegnante delle superiori e futuro suocero, Professor Yang Changji (杨昌济), durante il "movimento del quattro maggio", quando Yang tenne delle lezioni all'Università di Pechino. Seguendo le raccomandazioni di Yang, Mao lavorò sotto Li Dazhao, direttore della biblioteca universitaria, e presenziò ai discorsi di Chen Duxiu. Mentre lavorava per la biblioteca dell'Università di Pechino come assistente bibliotecario, Mao acquistò il gusto per i libri, che mantenne negli anni successivi. Sempre a Pechino sposò la prima moglie, Yang Kaihui, una studentessa universitaria e figlia di Yang Changji. (Quando Mao aveva 14 anni, suo padre gli aveva organizzato un matrimonio con una compaesana, Luo Shi [羅氏], ma Mao non riconobbe mai quel matrimonio.)
Invece di trasferirsi all'estero come molti dei suoi compatrioti radicali, Mao spese l'inizio degli anni '20 viaggiando attraverso la Cina, e infine fece ritorno nello Hunan, dove prese a guidare la promozione di manifestazioni per i diritti dei lavoratori.
All'età di 27 anni, Mao partecipò al primo congresso del Partito Comunista Cinese a Shanghai (luglio 1921). Due anni dopo venne eletto nel comitato centrale del partito, nel corso del terzo congresso.
Durante il primo fronte unito Kuomintang-Pcc, Mao funse da direttore dell'Istituto di Addestramento dei Contadini del Kuomintang (il Partito Nazionalista), e all'inizio del 1927 venne inviato nella Provincia di Hunan per relazionare sulle recenti sollevazioni contadine avvenute alla luce della "spedizione settentrionale". La relazione che Mao produsse da questa indagine è il primo importante mattone della teoria maoista.
Durante questo periodo, Mao sviluppò molte delle sue teorie politiche. Concetto basilare era la sua visione dei contadini come sorgente della rivoluzione. Per il marxismo la classe operaia è la forza motrice della rivoluzione. Mao invece sosteneva che nel caso della Cina era la classe contadina quella dalla quale si sarebbe sviluppata la rivoluzione. Mao si rifece anche alle teorie di Hegel e Marx, per abbozzare una sua versione del materialismo dialettico. In questo periodo, Mao sviluppò anche la teoria a tre stadi della guerriglia e il concetto di "dittatura democratica del popolo".
Mao sfuggì al terrore bianco nella primavera/estate del 1927 e guidò la sfortunata rivolta del raccolto autunnale a Changsha, nello Hunan, in autunno. Mao sopravvisse a malapena a questo rovescio (sfuggì alle sue guardie mentre veniva portato ad essere giustiziato) ed assieme alla sua malandata banda di leali guerriglieri trovò rifugio nelle Montagne dello Jinggang, nella Cina sud-orientale. Li, dal 1931 al 1934, Mao aiutò a fondare la Repubblica Sovietica Cinese della quale venne eletto presidente. Fu in questo periodo che Mao sposò He Zizhen, dopo che Yang Kaihui era stata uccisa nel 1930 da forze del Kuomintang.
Mao, con l'aiuto di Zhu De, costruì un modesto ma efficace esercito guerrigliero, intraprese esperimenti nella riforma rurale e nel governo, e fornì rifugio ai comunisti che sfuggivano alle purghe effettuate dalla destra nelle città. Sotto la crescente pressione attuata dalle campagne di accerchiamento del Kuomintang, ci fu una lotta di potere all'interno della dirigenza del Pcc. Mao venne rimosso dalla sua importante posizione e sostituito da esponenti (compreso Zhou Enlai) che apparivano fedeli alla linea ortodossa sostenuta da Mosca e rappresentata all'interno del partito da un gruppo noto come i “28 bolscevichi”.
Chiang Kai-shek, che aveva in precedenza assunto il controllo formale della Cina, in parte grazie alla "spedizione settentrionale", era determinato ad eliminare i membri del Pcc e i comunisti in genere. Per sfuggire alle forze del Kuomintang, si impegnarono nella "Lunga Marcia", una ritirata da Jiangxi, nel sud-est, a Shaanxi, nel nord-ovest della Cina. Fu durante questo viaggio (da lui fatto su una portantina, leggendo libri), lungo 9.600 km e durato un anno, che Mao emerse come capo del Pcc, aiutato dalla Conferenza di Zunyi e dalla defezione di Zhou Enlai che gli divenne alleato.
Dalla sua base a Yan'an, Mao guidò la resistenza popolare contro i giapponesi nella Guerra Cino-Giapponese (1937-1945). Mao consolidò ulteriormente il potere sul Pcc nel 1942, lanciando la "Cheng Feng", o campagna di "Rettifica", contro i rivali interni al partito, come Wang Ming, Wang Shiwei, e Ding Ling. Sempre mentre era a Yan'an, Mao divorziò da He Zizhen e sposò l'attrice Lan Ping, che sarebbe divenuta nota con il nome di Jiang Qing.
Durante la guerra Cino-Giapponese, le strategie di Mao Zedong venivano avversate sia da Chiang Kai-shek che dagli Stati Uniti. Gli Usa consideravano Chiang come un importante alleato, in grado di aiutarli ad abbreviare la guerra impegnando i giapponesi in Cina. Chiang, per contro, cercava di costruire l'esercito della Repubblica di Cina, in funzione di un conflitto con i seguaci di Mao dopo la fine della seconda guerra mondiale.
Dopo la fine della seconda guerra mondiale, gli Usa continuarono ad appoggiare Chiang Kai-shek, ora apertamente schierato contro l'Esercito di Liberazione Popolare guidato da Mao Zedong nella guerra civile per il controllo della Cina, come parte della loro politica di contenimento e sconfitta del "comunismo mondiale". Analogamente, la Russia diede aperto supporto a Mao con grandi forniture di armamenti.
Il 21 gennaio 1949, le forze del Kuomintang subirono enormi perdite contro l'"Armata Rossa" di Mao. All'alba del 10 dicembre 1949, l'esercito popolare aveva cinto d'assedio Chengdu, l'ultima città controllata dal Kuomintang nella Cina continentale, e Chiang Kai-shek fu costretto a trovare rifugio a Taiwan quello stesso giorno.
Dopo aver sconfitto i nazionalisti del Kuomintang nella guerra civile, i seguaci di Mao fondarono la Repubblica Popolare Cinese il 1 ottobre 1949, basata sul “blocco delle quattro classi” (contadini, operai, borghesia nazionalista, intellettuali progressisti). Fu il culmine di oltre due decenni di lotta popolare diretta dal Pcc. Dal 1954 al 1959, Mao fu Presidente della Rpc e del Pcc. Egli prese residenza a Zhongnanhai, un complesso vicino alla Città Proibita di Pechino, nel quale decise la costruzione di una piscina al coperto e di altri edifici. Durante la sua presidenza, Mao portò spesso avanti il suo lavoro mentre era a letto o dal bordo di una piscina, secondo quanto dichiarato dal dottor Li Zhisui che sostenne di essere stato il suo medico. (Li, The Life of Chairman Mao.)
A seguito del consolidamento del potere, Mao avviò una fase di collettivizzazione rapida e forzata (accumulazione originaria del capitale), che durò all'incirca fino al 1958. Il Pcc introdusse un controllo dei prezzi che riuscì con successo a spezzare la spirale inflattiva della precedente Repubblica di Cina, ed una semplificazione della scrittura cinese che mirava ad aumentare l'alfabetizzazione. Le terre vennero ridistribuite dai proprietari terrieri ai contadini poveri e vennero intrapresi progetti di industrializzazione su larga scala, che contribuirono alla costruzione di una moderna infrastruttura nazionale. Durante questo periodo la Cina sostenne incrementi annui del Pil del 4-9%. Il Pcc adottò inoltre delle politiche intese a promuovere la scienza, i diritti delle donne (ad es. la campagna per sfasciarne i piedi) e delle minoranze, combattendo al tempo stesso l'uso di droghe e la prostituzione.
In questo periodo vennero portati avanti programmi quali la "Campagna dei Cento Fiori", nel quale Mao indicò la sua volontà di prendere in considerazione opinioni differenti su come doveva essere governata la Cina. Datagli la possibilità di esprimersi, molti cinesi iniziarono ad opporsi al Pcc e a metterne in discussione la leadership. Questo venne inizialmente tollerato e addirittura incoraggiato, poiché si pensava che la critica costruttiva sarebbe stata di beneficio al partito. Comunque, dopo pochi mesi, il governo di Mao ribaltò la sua politica: fece bloccare la campagna ed iniziò una battaglia contro gli oppositori. L'incarico di questa offensiva venne affidato a quello che venne successivamente chiamato Movimento Anti-Destra.
Nel 1958, Mao lancia il "grande balzo in avanti", un piano inteso come modello alternativo per la crescita economica, il quale contraddiceva il modello sovietico basato sull'industria pesante che veniva sostenuto da altri all'interno del Partito. In base a questo programma economico l'agricoltura cinese sarebbe stata collettivizata e la piccola industria rurale sarebbe stata incentivata. Nel mezzo del grande balzo, Khrushchev annullò il supporto tecnico russo. Sempre in quel periodo si ebbe anche una grave siccità, che aumentò le difficoltà. Il grande balzo finì nel 1960, dopo che la scarsità di alimentari afflisse sia la città natale del presidente che la stessa Zhongnanhai. Sia in Cina che fuori, il grande balzo in avanti fu una politica disastrosa che contribuì alla morte di milioni di persone.
Il ritiro dell'aiuto sovietico, le dispute di confine, quelle sul controllo del “movimento comunista” mondiale, e altre questioni riguardanti la politica estera, contribuirono alla rottura dei rapporti tra Cina e Russia negli anni '60, e alle polemiche successive.
A seguito di questa, altri membri del Pcc, compresi Liu Shaoqi e Deng Xiaoping, decisero che Mao doveva essere privato del potere reale e rivestire solo un ruolo principalmente simbolico e cerimoniale. Essi cercarono di emarginare Mao, e nel 1959, Liu Shaoqi divenne Presidente dello stato, mentre Mao lasciò la carica, mantenendo quella di Presidente del Pcc.
Davanti al fatto di non essere più ascoltato sul piano politico, Mao rispose a Liu e Deng lanciando nel 1966 la Rivoluzione Culturale, nella quale la gerarchia di partito venne scavalcata, affidando il potere direttamente alle Guardie Rosse, gruppi di giovani, spesso adolescenti, che mettevano in piedi dei tribunali propri. La “rivoluzione culturale” portò alla distruzione di molto del patrimonio culturale "borghese" della Cina e all'imprigionamento di un gran numero di dissidenti cinesi, oltre ad altri sconvolgimenti sociali. Fu durante questo periodo che Mao scelse Lin Biao come suo successore, ma questi tuttavia tentò un colpo di stato militare nel 1971, che abortì con la sua morte in un incidente aereo. Da quel momento in poi, Mao perse fiducia in molti dei vertici del Pcc. La Rivoluzione Culturale ebbe un grande impatto sulla Cina ma Mao, che temeva la degenerazione del movimento, definì chiusa questa stagione nell'aprile del 1969, durante il IX congresso del partito (anche se la storia ufficiale della Repubblica Popolare Cinese ne indica la fine nel 1976, alla morte di Mao).
Negli ultimi anni della sua vita, Mao dovette affrontare una salute in declino, a causa del morbo di Parkinson o, secondo Li Zhisui, di un'altra malattia neuro-motoria, oltre ai danni ai polmoni causati dal fumo e ai problemi cardiaci, e rimase passivo mentre diverse fazioni del Pcc si mobilitavano nella lotta per il potere in previsione della sua morte. Quando Mao non potè più nuotare, la piscina coperta che aveva a Zhongnanhai venne convertita, sempre secondo Li Zhisui, in un grande salone d'accoglienza. Durante questo decennio, venne creato attorno a Mao un culto della personalità nel quale la sua immagine veniva mostrata ovunque e le sue citazioni venivano inserite in grassetto o in caratteri rossi anche nelle pubblicazioni più mondane.
Ormai stanco e malato, il "Grande Timoniere" iniziò una politica di avvicinamento all'Occidente che ebbe come risultati l'ingresso della Cina nell'ONU (1971) e la visita ufficiale nel 1972 del presidente Richard Nixon a Pechino. In seguito agli accordi SALT I dello stesso anno, iniziò anche un disgelo tra Mao e Leonid Brenev: anche se non risolta definitivamente, la questione dei confini russo-cinesi non fu più un motivo di scontro tra le due superpotenze.
Dopo la sua morte, avvenuta il 9 settembre 1976, si svolse una lotta per il controllo del potere in Cina. Da una parte c'era la sinistra della Banda dei quattro, che voleva proseguire la politica di mobilitazione delle masse. Dall'altra la destra, che consisteva di due gruppi: i restaurazionisti guidati da Hua Guofeng, che sostenevano il ritorno ad una pianificazione centralizzata in stile staliniano, e i riformatori, guidati da Deng Xiaoping, che volevano una revisione dell'economia cinese, basata su politiche pragmatiche. Dopo l'arresto della Banda dei Quattro e l'iniziale dominio di Hua (che fino al 1980 sarebbe stato capo del governo e fino al 1981 guidò il Pcc), questa lotta fu vinta da Deng Xiaoping, il quale introdusse riforme economiche che si sono rivelate di ampio successo, aiutando la Cina a sostenere il più alto tasso di crescita economica del mondo negli ultimi decenni.
Mao è l’autore delle Citazioni del Presidente Mao , note in occidente come "Il libretto rosso": si tratta di una collezione di estratti dai suoi discorsi e articoli. Mao scrisse diversi altri saggi politico-filosofici, sia prima che dopo aver assunto il potere. Questi comprendono:
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(1) «Mao Tse-Tung, che per decadi esercitò un potere assoluto sulla vita di un quarto della popolazione mondiale, fu responsabile della morte di 70 milioni di persone, più di ogni altro leader del XX secolo». Inizia così «Mao, la storia sconosciuta», una monumentale biografia di 810 pagine che fa a pezzi il mito del leader della rivoluzione cinese descrivendolo come un tiranno peggiore di Hilter e Stalin. La scrittrice cinese Jung Chang - ex Guardia Rossa ed operaia metallurgica emigrata in Gran Bretagna nel 1978 - e il marito, l'accademico britannico Jon Halliday per dieci anni hanno raccolto testimonianze dirette e documenti inediti scontrandosi al momento della pubblicazione con la censura di Pechino e quindi scegliendo i tipi della Alfred Knopf di New York per far arrivare nelle librerie il frutto delle ricerche. Documentando, testimonianza per testimonianza, ogni affermazione Chang e Halliday fanno rivelazioni a pioggia.
Il partito comunista cinese non nacque nel 1921 - come generalmente si ritiene - ma un anno prima ed a fondarlo non fu Mao bensì due agenti dei servizi segreti sovietici: un russo di nome Nikolsky ed un olandese chiamato Maring, che aveva dimostrato affidabilità a Mosca come agitatore nelle Antille Olandesi. Alla prima riunione parteciparono tredici persone, nessuna era un contadino, ed il baffuto Maring fece il discorso principale, parlando per diverse ore, sempre in inglese. In quella fase iniziale il 94 per cento del bilancio del Pcc arrivava da Mosca e Mao riuscì a farsi spazio presentandosi al Cremlino come il più ossequioso dei servitori, arrivando a scrivere un telegramma che recitava: «L'ultimo ordine ricevuto dal Comintern era così straordinario che mi ha fatto saltare di gioia per 300 volte».
Celebrato dalla mitologia ufficiale cinese come un grande leader dei contadini ed un superbo stratega militare, Mao emerge piuttosto come un tiranno spietato. Nelle lettere inedite scoperte negli anni Novanta, la seconda moglie Yang Kaihui - uccisa da un rivale politico nel 1930 - si lamentava per la brutalità del marito. «Sono stanca di sentir sempre dire "uccidere, uccidere, uccidere". A temerlo di più erano i soldati dell'Esercito popolare perché un quarto di loro - secondo i documenti citati - venne massacrato durante il maoismo, spesso usando come metodo di eliminazione l'inserimento di barre incandescenti nel retto. Durante la Lunga Marcia, iniziata non per mobilitare le masse ma in quanto il generale nazionalista Chiang Kai-shek spinse i comunisti a intervenire nelle province ribelli del sud-est dove aveva timore di mandare i propri soldati, Mao quasi mai camminò a piedi facendosi piuttosto portare a spalla su un'apposita lettiga fatta con legni di bambù. Mao stesso lo raccontò dicendo che «durante la Lunga Marcia stavo steso su una lettiga e leggevo, leggevo molto». I portatori erano contadini che quando si trovavano a scalare le montagne dovevano procedere sulla neve muovendosi sulle ginocchia e lasciando spesso la propria carne sul terreno. Una delle più note battaglie della Lunga Marcia avvenne sul ponte Dadu con un attacco suicida che sarebbe costato la vita a molti combattenti ma gli autori citano prove relative a tutti i 22 protagonisti di quell'attacco, affermando che nessuno venne ferito mentre tutti ebbero in premio medaglie dell'Ordine di Lenin.
Costantemente girato verso Mosca, Mao vide con favore il patto di non aggressione russo-tedesco del 1939 augurandosi per la Cina la sorte della Polonia ovvero la spartizione a seguito di un'invasione di Stalin da cui contava di uscire trionfatore. A Seconda Guerra Mondiale finita Mao spinse la Corea del Nord ad attaccare il Sud e la scelta di inviare i propri militari al fronte nel 1952 si dovette da un lato alla volontà di decimare i reparti ancora di fede nazionalista e dall'altro ad un baratto con Mosca: in cambio dei soldati cinesi morti combattendo gli americani Mosca avrebbe fornito a Pechino aiuti in tecnologia.
Negli anni Cinquanta iniziò a teorizzare la carestia di massa, ovvero la più grande strage del Novecento. Voleva educare i contadini a mangiare di meno per risparmiare risorse: se ogni cinese consumava 200 kg di grano l'anno Mao era convinto che 140 kg erano ben più che sufficienti ed in alcuni casi ne sarebbero bastati appena 110 kg. Durante una visita a Mosca offrì il sacrificio delle vite di 300 milioni di cinesi in nome del comune sviluppo socialista e nel 1958 ammise che «metà della popolazione può morire» a causa dei lavori imposti dal Grande Balzo in Avanti. Nei quattro anni seguenti circa 100 milioni di contadini furono obbligati a costruire un complesso di dighe, riserve idriche e canali artificiali scavando una quantità di terra pari a 950 volte quella necessaria per la realizzazione del Canale di Suez. Ed adoperando sempre e solo picconi, vanghe e martelli. La rivoluzione culturale avrebbe aggiunto al terrore il caos.
Quando il 16 ottobre del 1964 Pechino riuscì a far esplodere la prima atomica Mao gioì al punto da comporre una poesia autografa: «La bomba atomica esplode quando le viene chiesto, che gioia infinita!». A tutto questo vi sono da aggiungere le congratulazioni a Pol Pot per lo sterminio dei contadini cambogiani, i finanziamenti a Fidel Castro, all'Albania di Enver Hoxa ed alle guerriglie in Africa, l'abbandono del Che Guevara ritenuto un rivale in popolarità, la repressione con ventimila soldati in Tibet contro i monaci del Dalai Lama e i flirt accennati in pubblico con Imelda Marcos, moglie del dittatore filippino. Nelle ultime pagine gli autori smontano anche la tesi che l'ultima moglie Jiang Qing lo avesse «manipolato» e descrivono invece con minuzia di dettagli la scelta di Mao di non curare Zhou Enlai all'inizio degli anni Settanta - quando si scoprì che aveva un tumore - per evitare che potesse sopravvivergli diventandone l'erede».
Fonte: www.lastampa.it (Del 24/10/2005 Sezione: Esteri Pag. 9)
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